 Fukuoka e Mollison PERMACOLTURA E AGRICOLTURA NATURALE DUE SCUOLE DI PENSIERO: AGRICOLTURA NATURALE, ORIENTALE DAL GIAPPONE E PERMACOLTURA, OCCIDENTALE FRA AFRICA ED AUSTRALIA La prima fa riferimento a Masanobu Fukuoka(1914), che è il pioniere della agricoltura naturale o del non fare. Istruitosi come microbiologo in Giappone, ha iniziato la sua carriera come scienziato del suolo, specializzandosi nelle patologie delle piante. A 25 anni, lasciò il suo posto di ricercatore scientifico e tornò nella fattoria della sua famiglia nella isola di Shikoku nel Giappone del Sud per coltivare mandarini, iniziando a dedicare la sua vita allo sviluppo di un sistema di agricoltura biologica ed ecocompatibile. L'obiettivo della sua ricerca è stato minimizzare il più possibile gli interventi dell'Uomo, che si limita ad accompagnare un processo largamente gestito dalla Natura, entrando in competizione con le tecniche agricole tradizionali e moderne. Nell'essenza il metodo di Fukuoka tenta di riprodurre quanto più fedelmente condizioni naturali. Il terreno non viene arato e la germinazione avviene direttamente in superficie, se necessario avendo preventivamente mescolato i semi con argilla e fertilizzante (questo consente di ridurre il numero di semi necessari). Nel terreno intatto, dove idealmente sono state fatte crescere piante poco invadenti che fissano l'azoto (es. trifoglio), trattengono il terreno e impediscono lo sviluppo di infestanti, viene coltivata simultaneamente la coltivazione voluta. Animali antagonisti vengono introdotti per combattere infestazioni (ad esempio carpe insettivore nelle coltivazioni di riso, o anatre per combattere le lumache). Il terreno rimane sempre coperto dalle cosidette "malerbe", riducendo cosi l'impoverimento per erosione superficiale, e la parte aerea delle piante annuali, dopo il raccolto, può essere utilizzata per una pacciamatura. Anche la mancanza di aratura o comunque di aereazione artificiale del terreno riduce la necessità concimazione, in quanto i batteri che fissano l'azoto nel terreno sono anaerobi. Il metodo di Fukuoka è un metodo di coltivazione essenzialmente su piccola scala, particolarmente adatto a piccoli possedimenti. Il tempo totale di lavoro viene notevolmente ridotto fino all'80% rispetto ad altri metodi.
La seconda scuola di pensiero fa riferimento invece alle teorie di Bill Mollison (Tasmania, 1928 - 1981), padre della permacoltura. Questo modello di agricoltura è stato sviluppato intorno al 1978 in Australia, compiendo numerose ricerche soprattutto tra gli aborigeni. Nel 1968 Morrison iniziò a insegnare all'Università della Tasmania e insieme a David Holmgren nel 1974 mise a punto un sistema di agricoltura sostenibile, basata sulla coltivazione consociata di alberi perenni, arbusti, erbacee (legumi e "malerbe"), funghi e tuberi. Per questo metodo coniò la parola "permacultura". Negli anni '70 Mollison vedeva la permacultura come un insieme sinergico di piante e animali, in relazione con gli insediamenti umani, che puntava soprattutto all'autoapprovvigionamento della famiglia e della comunità, tutt'al più uno sbocco commerciale per quello che poteva eccedere le necessità di questo sistema. Successivamente la permacultura ha iniziato a occuparsi delle strategie legali e finanziarie appropriate, includendo strategie per l'accesso alla terra, strutture contrattuali e di autofinanziamento a livello regionale. E' così diventata un sistema umano globale. Nel 1979 Mollison rinunciò all'incarico di professore e decise di non fare nient'altro che provare a convincere la gente a costruire buoni sistemi biologici. Il termine di "permacoltura" deriva dall'inglese "permanent agriculture" che in italiano significa "agricoltura permanente" ed è un modello ispirato a sistemi naturali pluridimensionali, come la foresta. Il pensiero di fondo è quello di assumere come misura della produzione le modalità di produzione della natura. Più che essere un nuovo metodo ecologico di coltivazione, la permacoltura va intesa come un sistema di progettazione, ideazione, utilizzo ed interazione dei vari elementi dell'agricoltura e del paesaggio agrario (agricoltura, orticoltura, zootecnia, foresticoltura, utilizzo delle acque e pianificazione del paesaggio, progettazione delle città, architettura e risorse energetiche) con l'obiettivo di creare dei sistemi che siano produttivi ma al tempo stesso ecologici e stabili, ovvero in grado di automantenersi e rinnovarsi nel tempo, senza impiego di fonti energetiche non rinnovabili, che dà come risultato un ambiente sostenibile equilibrato ed estetico. Una scienza di sintesi fra agricoltura, ecologia, geografia, antropologia, sociologia e progettazione La permacultura è la progettazione e la conservazione consapevole ed etica di ecosistemi produttivi che hanno la diversità, la stabilità e la flessibilità degli ecosistemi naturali. Ciò implica ovviamente un rifiuto totale di qualsiasi tipo di monocoltura, dato che proprio le monocolture agricole, come quelle economiche, sono destinate a durare poco e possono essere tenute in vita solo con un forte apporto esterno di energie non rinnovabili. Si può applicare a un balcone, a un piccolo orto, a un grande appezzamento o a zone naturali, così come ad abitazioni isolate, villaggi rurali e insediamenti urbani. Allo stesso modo si applica a strategie economiche e alle strutture sociali.
Un nuovo approccio "olistico" dell'agricoltura che tiene in considerazione le attività e i bisogni umani cercando di conciliarli con quelli della natura attraverso la costruzione di un equilibro fra l'ambiente naturale e l'uomo. E' l’etica della cura del pianeta e l’interazione con l’ambiente in maniera benefica per entrambe le parti. |